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Mikki

Di Marina Masuelli

Questa è la tua storia Mikki. Una storia di amore e croccantini, di coccole ma anche di graffi e morsi non sempre innocenti, di poche fusa ma di tanta empatia.
Ti ho trovata chissà perché orfana e abbandonata insieme a tre fratellini; eri minuscola ma avevi già gli atteggiamenti di un vero gatto. Stavi seduta dritta mentre gli altri ancora arrancavano sulle zampette malferme, ed è allora che ho deciso che saresti stata la mia gatta. Purtroppo i tuoi fratellini hanno ceduto quasi subito, erano così deboli, ma tu no, tu avevi una forza incredibile, volevi vivere a tutti i costi e piano piano crescevi mentre i tuoi splendidi e magnetici occhi verdi si aprivano al mondo, finchè sei stata dichiarata fuori pericolo. La tua bellezza colpiva chiunque ti vedeva, anche nelle foto che mostravo con orgoglio, il tuo meraviglioso manto grigio era morbido e setoso, accarezzarti mi riconciliava con il mondo.
In questi dodici anni che abbiamo condiviso sei stata una presenza discreta ma indispensabile nella mia vita, prendermi cura di te è stata un’esperienza bellissima.
Certo qualche preoccupazione me l’hai data, come quando sei sparita per quasi due giorni e io ero sicura di averti perso. Chissà dove eri andata…magari eri nelle vicinanze e controllavi se sentivo la tua mancanza. Che spavento mi hai fatto prendere!
Per il resto non mi hai mai dato grandi problemi, sei diventata una gatta calma e paciosa, anche se la voglia di giocare e acchiappare lucertole e passerotti non ti è mai mancata, e quel tuo modo speciale di guardarmi mi faceva sentire amata e protetta. Sono sicura che è stato così anche per te, che hai sempre sentito il mio amore.
Era un paio di mesi che non sembravi più in splendida forma. Ogni tanto ti rintanavi in qualche tuo angolo preferito e non c’era verso di smuoverti per l’intera giornata. Un giorno eri un po’ più schiva e solitaria del solito, un altro giocavi contenta e ti facevi coccolare a più non posso. Mangiavi di meno, qualche dentino ti cominciava a dare fastidio, ma non sembrava niente di allarmante. In fin dei conti dodici anni non sono molti, ma neanche pochissimi e qualche acciacco dovuto all’avanzare dell’età non ha insospettito nessuno.
Gli altri gatti che sono stati nella mia famiglia hanno vissuto quasi vent’anni e io mi aspettavo che tu facessi altrettanto.
Invece te ne sei andata in una splendida mattina di autunno, con un caldo sole ancora estivo che però non riusciva a riscaldare il mio cuore troppo ferito da questa perdita così improvvisa, sei rimasta su quel freddo tavolo operatorio. Nemmeno il tempo di capire che quel maledetto tumore stava avendo la meglio su di te, e già non c’eri più.
Io non ero pronta a questo e poche volte nella mia vita ho provato una rabbia così forte.
Arrivederci Mikki, amore mio, che adesso corri libera sul Ponte dell’Arcobaleno.
Non ti dimenticherò mai, mi hai donato dodici anni di amore puro e incondizionato.
Veglia su di me.

mikki

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