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Denver

Di Simona C. (Genova)
Ciao, io sono Denver, 8 kg di gatto nero
d'appartamento. La bipede non è la mia padrona, ammesso che si possa parlare
di "padroni" quando ci siamo di mezzo noi felini. E' una che bazzica in casa
mia da oltre 14 anni, intorno a uno dei miei coinquilini. Appena arriva in
casa, mi saluta "Ciao, gatto". Se ho la malaugurata idea di risponderle
appena appena con un "Miao", è finita... Attacca a parlare, ad accarezzarmi,
a stropicciarmi... Che stancacervelli! Io sono un ragazzo burbero, che si
concede con il contagocce... 10-20 secondi al massimo, poi basta così. Ma lei
va sempre oltre e allora io tiro fuori denti e unghie e la rimetto al suo
posto. Non ha ancora capito che con me si deve accontentare di quel poco che
le concedo... non sono uno dei suoi amici randagi, non ho bisogno della sua
costante attenzione, ho i miei spazi e la mia autonomia che non intendo
dividere con nessuno. Il mio quasi totale disinteresse nei suoi confronti
rasenta spesso la comicità. Sono quello che gli umani definiscono "faccia di
bronzo"; l'indifferenza che spesso esprimono i miei occhi è da cabaret.
Incarno alla perfezione il concetto di anarchia, quella pacifica, quella
autentica e non consento né a lei né a nessun altro di opprimere la mia
personalità libera, indomita e indomabile. A volte, in fondo in fondo, le
sue attenzioni mi lusingano e forse mi piacciono... ma per carità, non
diteglielo... sennò chi me la leva più d'intorno? Forse le voglio anche bene,
ma a modo mio! Poche smancerie, da vero gatto, di quelli "che non devono
chiedere, mai"!


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